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Un’agenzia per addii al nubilato

Anche questo fine settimana lasciamo spazio a qualche vostra idea che chiede “rinforzi”. Partiamo dal progetto di Alessandra.
L’idea di Alessandra. “Se c’è una cosa nella quale mi sento brava quella è la realizzazione di feste, poi se sono a sorpresa è davvero il massimo! Ecco perché mi coinvolgono sempre negli addii al nubilato. Ultimamente, però, stavo pensando a questo talento come a qualcosa su cui investire per avviare una mia attività e volevo concentrarmi proprio sulle feste per le future sposine. Chiunque ha organizzato un addio al nubilato, infatti, conosce la difficoltà di trovare idee originali, che non siano le solite serate a base di alcool e bei fusti. La mia idea era quella di realizzare dei pacchetti che prevedessero esperienze particolari, uniche, tra le quali possano esserci quelle adatte per ogni ‘tipo’ di sposa. Ad esempio, giri in mongolfiera con le amiche, cene con cuochi a domicilio, happy hour in location fuori dal comune. Potrei fare questo lavoro proprio come un’agenzia vendendo i miei pacchetti on line. Mi piacerebbe avere consigli e opinioni”. Allora, via libera ai suggerimenti.

Foto da www.utile.fr

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Una start up per “farvi le scarpe”!

Vi piacerebbe creare e vendere scarpe disegnate da voi? Adesso potete farlo on line! Ve lo consente una giovane start up che, dopo tanti anni di tentativi e ricerca nel settore, ha lanciato una piattaforma dedicata a tutti i designer/imprenditori. Aliveshoes, infatti, consente di realizzare e lanciare in un solo mese il proprio prototipo di scarpe (un processo standard ne impiega circa 12) con investimenti irrisori (si parte da 49 euro contro gli almeno 50.000 per una produzione tradizionale). Inoltre, nessun problema di distribuzione, reti, consegne, con Aliveshoes tutto questo si fa on line. Vi sembra eccezionale? Beh, anche noi abbiamo avuto la stessa impressione, a tal punto che abbiamo deciso di intervistare i ragazzi che hanno inventato Aliveshoes. Ecco le risposte di uno dei co-founders, Luca Botticelli.

Da dove è arrivata l’idea di permettere di “farsi le scarpe”?
Lavoro alla customizzazione/creazione di nuovi brand di scarpe da più di 10 anni attraverso molti progetti che vanno dalla moda, al marketing all’IT.

Esiste qualcosa di simile ad Aliveshoes all’estero?
Sì, ad esempio c’è www.teespring.com, ma non lavorano con le scarpe, si tratta di capi molto semplici di abbigliamento.

Quali le competenze messe in campo per ottenere un risultato vincente e quale la strategia adottata all’interno della società?
L’unica strategia per fare start-up è fallire, modificare, riprovare finché non funziona. Nel nostro caso, tutto è venuto con il tempo attraverso il continuo perfezionamento del progetto, fino a farlo diventare una società a se stante.

Puoi parlarmi un po’ del resto dello staff?
Siamo 3 Co-founders, io, Marco che è il responsabile Tech, e Michele, responsabile Design. Poi, ci sono 3 collaboratori: Marina che si occupa di logistica e customer service, Simone, responsabile produzione, ed Enrico che è uno sviluppatore web e mobile.

Dove lavorate?
Abbiamo una sede operativa in Italia, nelle Marche, e una seconda ad Amsterdam.

Avete partecipato a dei concorsi?
Abbiamo vinto 4 competizioni internazionali per acceleratori di start-up in questi mesi. Al momento siamo nel più grande acceleratore di start-up in Europa: Startupbootcamp, assieme ad altre 8 start up.

Quali i costi che avete dovuto sostenere?
I principali sono stati quelli per l’avviamento industriale e i costi per il team.

Ci sono stati ostacoli?
Ce ne sono continuamente, è un percorso estremamente duro.

Cosa potete consigliare ai giovani che vogliono avviare una start up?
Tre cose: la prima, diventate veramente professionisti nel vostro campo, la seconda, fatelo solo se volete dedicarci la vita, la terza, scegliete un settore che vi appassiona.

Se volete iniziare il vostro business nel mondo delle sneakers, allora non vi resta che contattarli!
www.aliveshoes.com
www.facebook.com/ALIVESHOES?fref=ts

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Idee per guadagnare a Natale

Bentornate su Inventa Lavoro che si è rifatto il lifting insieme a Style. Che ne pensate? Io credo che sia molto più funzionale, allegro e ricco. Purtroppo, per un po’, dovrò cercare di smaltire la posta che si è accumulata in mesi di latitanza (causa progetti, crescite, idee ecc… che riguardano anche Inventa Lavoro. Vi aspetta una bella sorpresa :) . Ho pensato, però, di non farlo tutto sa sola questo super lavoro di corrispondenza, altrimenti mi verrebbe la sindrome da “stress di Babbo Natale” (pure lui stressato??? Chi può essere certo del contrario?). Già che ci siamo partiamo proprio da Babbo Natale perché molte di voi mi hanno scritto raccontandomi del pallino per… il Natale. Dice Annarita: “Decorazioni, alberi, presepi, regalini… la voglia di Natale per me dura 365 giorni ogni anno! Mi piacerebbe tanto trasformare questa fissazione in un vero lavoro ma non saprei come fare…”. Moppy, invece, vorrebbe fare la pacchettista, ma ugualmente tutto l’anno. Ad Annarita che mi scrive di avere anche un locale, consiglio di aprire un negozio che possa servire da compravendita di addobbi “usati”. Può partire on line, utilizzando il locale solo come magazzino e restaurando gli addobbi rovinati. Le ho già mandato un’e-mail con molti dettagli per poter partire fin dal prossimo Gennaio (è il momento ideale perché molo spesso in casa non c’è posto per tutti gli addobbi che sono stati acquistati sull’onda dell’entusiasmo e, piuttosto che perdere ore a stiparli in ogni angolino libero si preferisce… regalarli o metterli su Ebay). A proposito di Ebay, vorrei dire la mia: molti credono che essendoci “Lui” le altre forme di commercio on line non abbiano senso. È molto sbagliato: i siti specializzati funzionano comunque. Si perde meno tempo a cercare quello che si desidera. Mentre aspetto evoluzioni da Annarita, mi concentro sulla richiesta di Moppy. Nel suo caso, infatti, funziona il lavoro on the road. Credo che potrebbe essere simpatico attrezzare un’Ape Car che vada in giro a fare solo i pacchi regalo (lasciando dietro di sé una bella musichetta ginglebel ginglebel). I centri commerciali e le varie catene di negozi, infatti, ormai si “attrezzano” per tempo con pacchettisti o banchetti “pacchetto express”, ma se si comprano doni nei mercatini, nei piccoli negozietti o, addirittura, sulle bancarelle (sempre più persone lo fanno), per il pacchetto come ci si attrezza? Consiglio a Moppy di fare un prezzo molto basso, ma variabile (solo carta, bustina, cesto ecc…). Il pack in altri Paesi del mondo è una vera arte e sono molti i blog che insegnano a fare involucri con tutto (ad esempio con la stoffa, giapponesi docent). Moppy può imparare anche a costruire delle scatoline da montare facilmente. Molto interessante, poi, vendere solo il materiale a chi, comunque, il pacco vuole farselo da sé. E per lavorare tutto l’anno? Bèh, dopo Natale c’è San Valentino, poi la Festa della Donna, Pasqua, La Festa della mamma e… di far pacchi è sempre tempo!

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Fare marketing grazie a Facebook

Questo blog è, per sua natura (altrimenti non ci troveremmo qui), un vero sostenitore del business on line. Non solo: ci piacciono tutte quelle realtà che permettono di trasformare in "on line" anche business "reali". Tra questi, le vetrine che ci sentiamo di consigliare a tutti coloro che cercano di promuovere la loro attività sono, in particolare, i social networks. Giusto per fare il punto, una recente ricerca della Comscore ha evidenziato come la community al momento più interessante e frequentata sia Facebook, attraverso la quale si possono raggiungere ben 11,4 milioni di utenti. Seguono a ruota Netlog che è il "baretto" virtuale dei giovani tra i 13 ed i 24 anni (3,1 milioni), Badoo, gettonatissimo ancora dai giovanissimi (2,2 milioni di utenti) e My Space (2,1) che "incamera" soprattutto blog di creativi ed artisti. Questi numeri sono sufficienti per comprendere quando sia importante, anche per la professione, "essere social". Ma per tutti coloro che sono interessati all’argomento, adesso c’è un’opera unica nel suo genere: La Bibbia del Marketing su Facebook scritta da Inside Facebook e tradotta da Vincenzo Cosenza,  responsabile della sede romana di Digital PR. Nel suo Blog Vincenzo la definisce "particolarmente utile per le aziende italiane che fanno fatica a comprendere il fenomeno Facebook, quando ormai quasi il 40% di chi usa internet è iscritto al “libro delle facce”.
Per sapere di più sui contenuti della guida, visitate il suo blog: http://www.vincos.it/la-bibbia-del-marketing-su-facebook.

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Diventa e-coach

Vi ricordate i video corsi di ginnastica che le nostre mamme seguivano in televisione? A volte erano videocassette, altre volte dei programmi televisivi veri e propri (io ricorderò sempre gli esercizi di Barbara Bouchet!). Bene, la tendenza è tornata! Ma non pensiate che ci sia tanta voglia di rimettersi davanti alla tv, semmai davvanti al pc!

Questo post, dunque, è dedicato a tutti gli aspiranti insegnanti di fitness che non trovano posto in palestra e non hanno abbastanza soldi per aprirne una. Ebbene, potreste soddisfare le esigenze di chi, comunque, non avrebbe tempo per le sedute e preferisce allenarsi una ventina di minuti dopo cena, durante la pausa pranzo, la domenica o a… notte fonda! Sì, perchè i nuovi insegnanti di aerobica, lavorando on line, possono stilare un programma di allenamento personalizzato per i clienti da mandare via e-mail. Quindi, il loro lavoro si fa un pochino più teorico (preparare dispense, download e altro materiale è sicuramente più noioso che sudare per qualunque sportivo ma nessuno vieta di realizzare veri e propri video da seguire attraverso il sito). Insomma, l’e-coach non deve avere solo dimestichezza con muscoli ed attrezzatura ma anche con le nuove tecnologie. Come fare per farsi conoscere? Anche il passaparola deve essere on line, ovviamente, quindi frequentate i social networks più in voga come MySpace e Facebook e invitate aspiranti silhouette a fare una capatina nel vostro sito-palestra. E se pensate che sia un pò azzardato, ricredetevi subito: anche la coach di Nicolas Sarkozy e Carla Bruni fa lezione on line!

Foto da http://shopping.tgcom.it

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Diventa Personal Gift Shopper

Visto che oggi è sabato, giornata preposta al relax, al mare (in questo periodo) e, per qualcuno, anche allo shopping vacanziero, ho raccolto con piacere la testimonianza di Venere, una ragazza siciliana con il pallino delle spese e della generosità. Non a caso, per arrotondare il suo stipendio da postina, ha deciso di dedicarsi ad un’attività che ha molto a che vedere con il piacere di pensare agli altri: lei fà la Personal Gift Shopper e… con grande entusiasmo!

"Vivo da sola lontano dalla mia famiglia di origine e, visto che tutta la settimana scorrazzo per la città consegnando la posta, mi capia di imbattermi in negozietti curiosi, di oggetti a volte rari e molto originali. All’inizio acquistavo solo cose per me o per le mie amiche e, alla fine, tutte si stupivano di quanto fossero anticonvenzionali e mirati i miei regali. L’idea di acquistare doni per conto di altre persone, infatti, me l’ha data una mia cara amica affascinata dal mio talento del comprare oggetti carini, personalizzati e a budget limitato. Adesso, quindi, il sabato e la domenica mi dedico ad acquistare regali su committenza. Fare la Personal Gift Shopper è davvero divertente: basta una chiacchierata telefonica con il cliente per capire che genere di regalo cercare. Spesso si tratta di idee strane, introvabili o da far realizzare su misura, insomma regali come piccoli sogni. Allora, prima di tutto, guardo on line i miei siti di riferimento per capire dove cercare quello che mi serve, poi decido come muovermi. Se, invece, è l’idea quella che manca ai miei clienti (soprattutto a Natale quando bisogna accontentare tante persone diverse e non si ha voglia di spendere molto), mi metto subito in marcia per la città e faccio la spola tra i negozi che preferisco. Di solito, in una giornata di shopping riesco ad accontentare più clienti quindi i mei prezzi sono molto competitivi!"

 

Se Venere è così ottimista è anche perchè si tratta di un lavoro facile da conciliare con altri impegni. Un’idea in più? Se ve la cavate con carta e penna, potete fornire anche un servizio di biglietti d’auguri personalizzati, così da consegnare la frase insieme al dono. Poi, naturalmente, serve un sito internet per farsi conoscere e un pò di… psicologia, per azzeccare ogni volta il dono giusto. Insomma, diventare assistenti di Babbo Natale può rendere molto bene. Ecco un sito per convincersi: www.beeskneeslifestyle.com. Su www.giftconcierges.com e su  http://www.wellwishers.com/, invece, è possibile vedere società che prevedono anche un servizio di "ricerca regalo all’ultimo minuto".

Foto da http://www.epicuregarden.com e da www.weddingfavors-smart.com.

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Uno shop per la bellezza fai da te

L’idea di oggi è venuta a Sandra, laureata in cosmetologia. Ve la propongo con tanto di alternativa in fondo al post:

"Siamo tre amiche, tutte con la stessa passione per i tprodotti beauty ed Ingrid, una di noi, è anche erborista. Da tanto tempo cercavamo un’idea per creare insieme una società nel settore della cosmetica o, comunque, del beauty. Leggendo qua e là, il mese scorso è saltata su un’idea che ci ha reso subito entusiaste: un homemade cosmetics centre, in pratica si tratta di un laboratorio-erborsteria un pò speciale: prepariamo saponi, creme ed altri cosmetici fatti a mano che vendiamo nell’area dedicata allo shop. Ma il nostro negozio ha anche un laboratorio aperto alle clienti che vogliono imparare attrverso i nostri corsi, a fare da sole i loro flaconi di bellezza. I corsi, infatti, sono molto vari e vanno dalla preparazione di creme idratanti, fino ai prodotti depilatori, agli shampoo e a quelli destinati ai più piccoli. E per chi ha adavvero voglia di crearsi in casa un piccolo laboratorio, vendiamo anche tutta l’attrezzatura per fare e conservare i prodotti di bellezza fatti con le proprie mani".

L’idea di Sandra mi sembra davvero originale e lei ricca di entusiasmo ma imitare il suo progetto sarà un pò difficile se non si hanno le competenze tecniche del team in questione (erboriste, cosmetologhe ecc…). Nonostante ciò, l’ultima parte del progetto mi sembra davvero appetibile: un negozio che venga ingredienti e accessori per cosmetici fai da te. Come sempre, ho spulciato nella rete e mi sono imbattutta in diversi siti che vendono questi prodotti on line. Uno dei più forniti mi sembra http://www.makingcosmetics.com, ma altri hanno anche una sezione recipes (ovvero rimedi casalinghi). Anche da noi, credo, un sito per procurarsi il necessaire beauty farebbe ottimi affari. Basti pensare che, stando a recenti ricerche, il 31% delle donne sceglie ormai prodotti naturali quindi, perchè non farseli da sole?

Foto da http://www.grannyslyesoap.com/ (bellissimo shop on line di saponi naturali)

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Arriva il Zen Burger

Riprendo il tema dei nuovi fast food già trattato (per leggere il post basta andare qui) per parlarvi di un’altra novità da "cibo veloce" del nuovo millennio. Si tratta di Zen Burger, il fast food che prevede solo prodotti senza carne, ma gustosi e colorati proprio come quelli di ogni fast food che si rispetti. Persino la "presentazione" è davvero attraente con l’uomo panino in versione stilizzata. Il pasto si può ordinare anche on line, è prevista la formula franchising e per ora la sola location attiva è a New York, anche se è prossima all’apertura anche la sede Hollywoodiana. Il menu prevede sandwich, hot dog e dessert vari. Non solo, ci sono anche ricette vegane. Ecco il link per approfondire l’idea di business: http://www.zenburger.com.

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