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Una profumeria molto speciale

C’è un posto a Verona che si scopre per caso. Certo, è nel centro, ma lo si scova solo se si ha voglia di bigiare la visita al balcone di Giulietta e si imbocca il tragitto opposto, con quel desiderio di perdersi che accompagna ogni visita ad una città nuova. In uno dei vicoletti, Via Quattro Spade, c’è Narciso. Sembra una pasticceria d’altri tempi, invece è un coffret di profumi antichi. Alla porta c’è il campanello, oltre la porta c’è un soggiorno. Luigi è Narciso. Questa profumeria è la casa della sua passione per gli odori più preziosi. Ti riceve come fosse un salottino. Non ha fretta. Per anni ha lavorato per una famosa casa cosmetica svizzera, ha girato l’Italia in lungo e in largo. Ha perso il conto delle volte in cui ha fatto e disfatto la valigia. È stato bello fare il messaggero del profumo, andare senza sosta. Ma ora sta. E in questo suo regno, Luigi è un lord, una figura soave, delicata come ciò che lo circonda. Staresti ore a sentirlo parlare di fragranze, di patchouli, di ambra e di caffè. “Il caffè pulisce l’odorato”, dice ad un cliente. Gli credo, credo a tutto quello che dice. Perché è in casa sua, conosce queste scatole come il suo stesso cuore. Luigi vende frammenti di perle e sali depositati da chissà quale mare. E sulle scatole i nomi sono desueti, li leggi e pensi alle fiabe, alle pozioni che fanno restare giovani sempre. Le vorresti tutte. Leggi “Potente effetto tensore” e non sei scettica neanche un po’, perché in questa profumeria non possono “abitare” impostori. E da Narciso le fraganze sono da stillare come facevano le nonne. Inclini la bottiglia, la posi, sollevi il tappo e lo porti dietro il lobo. Senti il profumo che si posa sulla pelle e poi aspiri la scia odorosa dentro quel piccolo movimento del tappo che torna sulla bottiglia. Pensi che quel gesto lo hai fatto troppo poco nella vita, forse addirittura mai. In questo posto, arredato con mobili antichi e poltroncine rivestite di rosa e di verde, è un rito che ci si può concedere ogni giorno, per pulirsi l’anima dallo stress. Le boccette sono sui tavolinetti, sui tavolinetti vestiti di velluto. A me piace Rosso Nobile di Dr. Vranjes. Profuma la casa di mosto, mi ricorda mio nonno che annusava il bicchiere davanti al telegiornale. E poi amo le confezioni che brillano, che hanno tappi come architetture. Amo le scatole scritte d’oro. Penso che a giorni di qui passeranno i Re Magi. Quando esco da Narciso sono trascorsi molti minuti, forse ore. E mi accorgo che profumo ancora un po’, anche senza essermi spruzzata addosso alcunché. Ma forse gli odori ci scelgono. Si annidano dove non sappiamo. Pioveva quando ho suonato il campanello, ora non piove più. Salto le pozzanghere facendo vibrare nell’aria la mouillette imbevuta di Rosso Nobile. Come le ali di una piccola rondine che sta per andare.

 

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