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Invento racconti su misura

Elisabetta cercava un’idea per pubblicizzare gli abitini confezionati dalla sorella sarta ed ha trovato le “Fiabe su misura”, poi ci ha preso gusto ed oggi i suoi racconti sono destinati anche agli adulti. Ad ognuno il suo, proprio come un abito. Che bella idea!

Una fiaba per un vestito… raccontaci meglio.
L’idea del racconto su misura mi venne mentre preparavo dei volantini per mia sorella, che fa la sarta. Per spingere le vendite di abiti per bambini che lei realizza su misura, ho pensato di affiancare ad ogni vestitino una “Fiaba su misura” scritta proprio per il bimbo a cui era destinato il vestitino. A dire il vero l’idea non ebbe molto successo finché, circa un anno dopo, decisi di separare le due cose. Abitini da una parte e racconti dall’altra. Ed è andata subito meglio! Ho allargato il target di possibili destinatari, estendendo agli adulti la destinazione dei racconti: compleanni, matrimoni, anniversari, lauree, nascite, battesimi… ogni occasione è buona per regalare un racconto su misura!

Come funziona esattamente il tuo servizio?
Chi desidera fare un regalo davvero particolare inizia a cercare su internet e, in breve, si imbatte nella mia pagina Facebook o nella mia pubblicità su vari siti di regali originali (non ho ancora un sito mio e non so se lo realizzerò!). Dopo una prima conoscenza, ci scambiamo alcune mail, a volte qualche telefonata. In questo modo raccolgo le informazioni che mi servono per avere l’ispirazione per il racconto. In qualche giorno scrivo la storia, la impagino (se devo inserire le foto) o la mando alla mia collaboratrice Francesca (se è un racconto rilegato e stampato a mano). In seguito invio qualche altra mail per sottoporre il racconto e la copertina all’approvazione del cliente e solo dopo il suo ok autorizzo la stampa.

Quali sono stati i primi step per creare l’attività?
Innanzitutto ho riflettuto molto sull’idea, l’ho lasciata sedimentare per qualche tempo, poi l’ho testata iniziando a produrre qualche racconto per i miei nipotini. Ho realizzato così che dovevo cercare un partner per la stampa, perché fosse economica ma anche di ottima qualità. Ho provato a chiedere in tipografia ma i costi erano esorbitanti, in quanto la tipografia non lavora mai per una sola copia. Dopo altre indagini la mia scelta è caduta su un sito che produce album fotografici. La mia idea è stata quella di usare le pagine per inserire il testo a cui facevano da contorno le fotografie che rendevano il racconto più accattivante. Infine ho cercato un po’ di pubblicità. Per i primi tempi mi sono associata ad un sito di coupon, che mi ha portato un po’ di lavoro, ma le commissioni erano davvero troppo alte così non ho rinnovato. Ma ormai ero partita e da allora non ho più smesso di lavorare.

Esiste qualcosa di simile all’estero?
Non so esattamente ma ho sentito parlare proprio pochi giorni fa di una cosa simile che è stata regalata ad una mia conoscente. Era destinata a suo figlio e veniva dall’Olanda.

Quali sono stati i tuoi punti di forza?
Per fare un lavoro come il mio occorre una buona conoscenza della lingua italiana e un grande amore per la scrittura. Subito dopo ci vuole una illimitata fantasia.

Tutto questo non basta se non si è anche…
Abbastanza modesti da non credersi grandi scrittori, abbastanza accomodanti per accontentare il cliente, anche sacrificando passaggi o brani del racconto che ci piacciono particolarmente, abbastanza sensibili per saper cogliere davvero ciò che il cliente si aspetta. E poi abbastanza in confidenza con il pc!

Hai dei collaboratori?
Nella scrittura non ho collaboratori, mi piace seguire personalmente i miei clienti. Da circa un anno ho, invece, intrapreso una collaborazione con una rilegatrice-artista di Verona che produce per me delle stampe su carta pregiata, rilegata a mano. Una collaborazione che sta dando buonissimi risultati, perché i lavori sono davvero splendidi.

Uno dei lati belli di questo lavoro?
Dal primo contatto all’invio alla stampa fino alla consegna al cliente, posso fare tutto senza uscire di casa o senza essere necessariamente a casa. Per esempio, a marzo, ero in Australia in visita a mio figlio ed ho realizzato un paio di racconti, preso contatti per un altro e inviato un po’ di pubblicità nei miei siti di riferimento…

Quali i costi che hai dovuto sostenere per partire con il tuo progetto?
Il mio lavoro non prevede costi di realizzazione e poiché sono pagata in anticipo, come tutti coloro che vendono on line, non devo anticipare neanche i costi di stampa. L’unica spesa che devo sostenere ogni tanto è la pubblicità.

Chi sono i tuoi clienti?
Tutti coloro che desiderano un regalo particolare, sorprendente. In genere sono persone che mi contattano da tutta Italia, con piccoli “sconfinamenti” in Svizzera, Malta, Isole Canarie. Sono persone di tutte le età, figli che lo regalano ai genitori per il compleanno o l’anniversario, padrini di battesimo o di cresima, testimoni di nozze, nonne per i nipotini, coppie di fidanzati, persino un paio di coppie clandestine!

Quanto costa farsi scrivere una storia?
Il prezzo cambia a seconda del tipo e del formato del racconto e va da 60 a 100 euro. Esistono due varianti base: la stampa tipografica con fotografie, in formato A4 o A5, e la stampa rilegata a mano in formato A5.

Cosa puoi consigliare ai giovani che vogliono avviare una start up?
Innanzi tutto bisogna avere un’idea giusta, poi occorre fare un continuo brainstorming per cercare di trovare un prodotto interessante ed attraente per i potenziali clienti oltre che in linea con i tempi e i luoghi in chi ci si trova. E poi serve tanta, tanta perseveranza.

Trovate Elisabetta anche qui.

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Così ho creato il mio negozio narrativo

All’inizio Diego Senziani raccoglie legnetti rigettati dalle onde per vincere la noia di giornate in cui il vento non gli consente di fare surf, poi questa collezione di curiosi relitti prende forma fino a trasformarsi in una passione e in un lavoro. Nasce così Gioielli di Natura.
Ci parli un po’ della tua idea? Da dove nasce l’ispirazione di trasformare legnetti levigati dal mare in “animazioni” e storie?

Sono appassionato di windsurf e quando mancava il vento andavo su e giù per le rive di laghi e mari in cerca di legni spiaggiati. Li accumulavo in cantina. Nel 2012 per il giorno di San Valentino mi è venuta l’idea di fare un regalo originale. Sono andato in cantina, ho scelto un animalegnetto, il PesceLuna, ho scritto la storia e l’ho regalato alla mia attuale fidanzata. Quel regalo ha funzionato benissimo perché esprimeva in maniera autentica il mio sentimento. La storia ha parlato per me. Era un “ti amo” non concentrato in un attimo ma diluito in una storia, rinforzata da un dono autentico creato da Madre Natura. A quel punto ho pensato di creare dei prodotti narrativi per permettere anche ad altre persone di esprimere così i loro sentimenti.
Avevi già sentito parlare di qualcosa di simile? All’estero, ad esempio, c’è qualcuno che vende oggetti creativi simili ai tuoi?

Anche se non mi risulta esista qualcosa di identico a ciò che faccio io, all’estero il driftwood (blois flotté) è un fenomeno piuttosto diffuso, le persone vanno in cerca di legni spiaggiati per fare creazioni artistiche. Io li ho trasformati in un progetto narrativo. In Italia, purtroppo, c’è poco mercato rispetto all’estero, infatti i miei prezzi sono allineati con il mercato statunitense. Se proprio devo riconoscere un pioniere in questa attività dico… Collodi che da un semplice tronchetto di legno creò la storia di Pinocchio!
Da dono a lavoro: quando è avvenuto il salto?

Ho cominciato a vendere agli amici il libro Woodys abbinato ai prodotti. Quando le richieste sono arrivate anche dagli amici degli amici ho creato il mio negozio narrativo online. Così ho dato vita ad altri animalegnetti, ognuno con un simbolo proprio. Per fare un regalo mirato si sceglie nell’elenco il valore che si vuole esprimere, poi si sceglie il prodotto narrativo. Siccome un regalo affettivo non si sceglie a scatola chiusa, si può prima leggere l’ebook (Il PesceLuna; La Ragnagosta…) a prezzo contenuto e poi, se la storia piace, regalare il libro insieme a un prodotto.
Facci qualche esempio di simboli e prodotti…

Prendiamo la Ragnagosta: è il simbolo della collaborazione, il suo grembiule da cucina è il regalo ideale per la mamma. Omero, invece, è simbolo dell’ispirazione artistica.
Come ti fai conoscere?

La mia pubblicità è fatta attraverso lo storytelling (preferisco far leva sulle storie, piuttosto che sugli slogan), lo faccio attraverso i più importanti social networks e su Facebook invito le persone a esercitare la loro immaginazione, andando alla ricerca di animalegnetti per costruire insieme la prima enciclopedia biofantasy. Ora che arriva la bella stagione, i fan cominciano ad esercitarsi nel Woodys seeking e mi inviano le foto dei loro animalegnetti. Su Tumblr e su Cowbird, invece, racconto le storie dei Woodys e invito gli scrittori a inventare nuove storie per i Woodys che sono senza. È un progetto di scrittura collaborativa. L’obiettivo è di fare un libro in cui ogni animalegnetto (una cinquantina) è visto e raccontato in modo diverso da 2 o 3 scrittori. Inoltre, è in partenza un corso su una piattaforma di e-learning. L’ho progettato insieme a un consulente. Si tratta di utilizzare i Woodys come metafore narrative. È un progetto che trasporta online il Woodys Workshop. Infine il Woodys Show permette di creare eventi espositivi e mostre legate a questa nuova forma d’arte, a cavallo tra land art e ricyclart, arte del “fantastico naturale” come l’avrebbe definitita Roger Caillois.

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Professione: capelli lisci

Colpita e affondata da una e-mail bellissima, non solo per l’idea ma anche per l’ottimismo che sprizzava. Confesso che quando una storia mi piace proprio tanto, io ci torno più volte e metto subito in moto la fantasia. Immagino il volto di chi mi scrive, il suo locale, l’idea nella sua forma tangibile e, quando ho gli elementi ed i contatti, approfondisco via Skype o Facebook! Ve la riporto, un po’ limata perché era davvero lunghissima. “Mi chiamo Rita, laureata in Studi Orientali senza la più vaga idea di come cotanto attestato potesse darmi da mangiare. Questo fino a due anni fa quando, fresca di tocco, mi sono regalata il tanto agognato viaggio in Giappone. È qui che tutto è stato chiarissimo. So che vi stupirete ma a colpirmi è stato l’hair styling delle giapponesi… Vi sembra poca cosa rispetto ad una cultura millenaria? Ok, si può andare nel profondo e farsi conquistare da molto altro, quando si fa un viaggio a Tokyo, ma io che ho sempre avuto una passione smodata per le acconciature e il mondo dell’hair in generale, me ne sono tornata a casa con il pallino del liscio perfetto. Ho fatto un brevissimo corso come parrucchiera (se vi interessa questa strada, cercate il vostro googlando “scuole per parrucchieri”), qualche mese di apprendistato e ho gettato le basi per aprire il mio salone (adesso ci siamo quasi). A volte, capisco, non è entusiasmante fare l’apprendista parrucchiera ma io avevo la mia idea… in testa! :) . Così, mi sono data un anno di tempo solo per imparare le tecniche di base e poter partire. Il mio salone farà solo lisci! Piastre perfette! Sono tante, infatti, le ragazze che adorano il liscio (proprio come quello delle giapponesi!) e hanno pochissimo tempo per farsi lo styling. Il mio trucco è stato quello di imparare a perfezione l’uso della piastra, di scegliere i modelli migliori di piastra ed i prodotti che facilitano il lavoro. Non nascondo che le clienti del salone presso il quale facevo l’apprendista, chiedevano che fossi io a lisciare loro i capelli! Proprio quello che volevo ottenere. Oltre a questo il mio punto di forza sono i tempi. In 15 minuti si ha uno styling perfetto e si può venire anche con i capelli già puliti ed asciutti. Infine, prezzi modesti visto che non facciamo tagli, né acconciature elaborate. Non vedo l’ora di appendere l’insegna che, naturalmente, sarà molto in stile jap, ma questa è una sorpresa!”. C’è davvero tutto, mi pare, no? L’idea, i consigli, la storia a lieto fine ;)

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